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Obbligazione di pagamento delle spese di CTU - Esclusione di solidarità - Soccombenza
Giudice di Pace di Bassano del Grappa 14.01.2007 n.26

a cura dell'
Avv. Daniele Giacetti
www.studiolegalegiacetti.it
bassano@tribunale.org

Giudice di Pace di Bassano del Grappa

sentenza n. 26/2008 Sent. - n. 644/2007 R.G.

n. 129 Cron.- n. / Rep. - Data del deposito 16.01.2008

REPUBBLICA ITALIANA

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE

BASSANO DEL GRAPPA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice di Pace di Bassano del Grappa, nella persona dell’Avv. Elisabetta Bastianon

HA PRONUNCIATO LA SEGUENTE

SENTENZA

Nella causa civile iscritta al n.644/07 R.G. promossa con atto di citazione in opposizione notificato il 18.04.2007 n. reg. cron. Uff. Giud. di Bassano del Grappa e depositato in Cancelleria il 09.05.2007

DA

Alfa, omissis

ATTRICE

CONTRO

Ottaviano, omissis

CONVENUTO

OGGETTO: opposizione a decreto ingiuntivo

CONCLUSIONI DELL’ATTRICE:

I. Accertato e dichiarato che la soc.Alfa, in forza del decreto di liquidazione emesso dal Tribunale di Bassano del Grappa in data 01.10.2005 non è soggetto solidalmente obbligato a corrispondere a Ottaviano quanto a costui dovuto per l’attività prestata in qualità di CTU nella n.causa n.6/2003 RG., a suo tempo pendente fra Alfa e Beta e decisa con sentenza n. 664/05 e ciò in quanto il decreto di liquidazione in atti pone spese ed onorari peritali esclusivamente a carico di Beta, parte poi definitivamente soccombente, revocarsi il decreto ingiuntivo n. 98/07 D.l., emesso dal Giudice di Pace di Bassano del Grappa in data 02.03.2007, dichiarando che la soc. Alfa nulla deve a Ottaviano per il titolo di cui è causa.
2. Spese e competenze di causa rifuse, con distrazione a favore dei sottoscritti avvocati che hanno anticipato le spese e non percepito i diritti - onorari.”

CONCLUSIONI DELLA CONVENUTA:

“Voglia il giudice adito, in via principale: rigettare l’opposizione e le domande svolte dalla ditta Alfa in quanto infondate per i motivi esposti in narrativa e conseguentemente confermarsi il decreto ingiuntivo opposto. In via subordinata: pronunciare secondo equità ai sensi dell’art. 113 c.p.c. dichiarando che la società Alfa in persona del legale rappresentante pro tempore è tenuta a corrispondere a Ottaviano il giusto compenso per l’attività prestata in qualità di Ctu e condannando la medesima al pagamento dell’importo di € 815,08, e/o di altra diversa somma che si riterrà equa e di giustizia, oltre agli interessi legali dal dì del dovuto sino al saldo, entro i limiti di competenza del giudice adito. Spese e competenze di causa rifuse.”

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione in opposizione, ritualmente notificato, la soc. Alfa conveniva in giudizio Ottaviano per l’udienza del giorno 29.06.07 al fine di sentir revocare il decreto ingiuntivo opposto n. 98/07, con cui si intimava alla stessa di corrispondere € 815,08, oltre agli interessi di legge, spese e competenze di causa. Asseriva l’attrice che con sent. 664/05 del Tribunale di Bassano del Grappa le spese di CTU del convenuto erano state poste a carico della società Beta soccombente e pertanto nulla era dovuto dalla odierna opponente. Alla prima udienza si costituiva in giudizio il convenuto, Ottaviano il quale asseriva di non aver mai ricevuto i compensi liquidati dal Tribunale per l’opera prestata come CTU avendo l’altra ditta cessato l’attività e che la consulenza era comunque stata richiesta dalla società opponente. Riteneva quindi che l’obbligazione di pagare le spese di CTU dovesse considerarsi a carico solidale delle parti. Veniva quindi fissata udienza ex art. 320 c.p.c. per il giorno 4.10.07 e il Giudice, ritenuta la causa matura per la decisione, fissava l’udienza di precisazione delle conclusioni per il giorno 26.10.2007. In detta udienza le parti precisavano le conclusioni come sopra riportate e la causa veniva trattenuta a sentenza con termini per deposito di memorie conclusive.

MOTIVI DELLA DECISIONE

La domanda dell’attrice opponente appare fondata per i seguenti motivi. L’ingiungente sostiene che le spese della perizia d’ufficio dallo stesso svolta, a seguito di incarico formulato dal Giudice del Tribunale di Bassano del Grappa. dovrebbero essere poste a carico di entrambe le parti della causa in via solidale con conseguente pagamento delle stesse da parte dell’opponente. Ciò perché Beta, risultata soccombente nella causa avanti il Tribunale di Bassano del Grappa, nel frattempo è cessata e il CTU si è visto non corrispondersi quanto liquidato e a lui dovuto. Pertanto, sulla base di una ipotetica obbligazione solidale tra le parti, decideva di chiedere il compenso alla odierna attrice. Tuttavia detta tesi non può assolutamente ritenersi fondata. Nella causa in cui Ottaviano ha svolto la propria consulenza d’ufficio è risultata vittoriosa l’odierna opponente e il Giudice ha deciso di porre a carico della società soccombente le spese di CTU.
Nel dispositivo della sentenza 664/05, agli atti, testualmente si legge: “...condanna la opponente Beta alla rifusione in favore dell’Alfa delle spese di lite che si liquidano complessivamente in euro 6.181,85...; spese di CTU liquidate con separato decreto a carico della opponente”.
Proprio in virtù di tale chiara decisione, il principio di solidarietà non può applicarsi al caso di specie dal momento che il Giudice ha espressamente e in modo inconfutabile deciso di porre a carico esclusivo della società soccombente dette spese. Tale decisione appare peraltro assolutamente conforme con quanto prevede l’art. 90 cpc secondo cui l’onere delle spese di consulenza tecnica d’ufficio non si sottrae alla comune disciplina delle spese processuali e sul punto la Giurisprudenza appare unanime (tra tutte Cass. 6056/90). Ad ogni modo ogni giudizio su quanto svolto e deciso dal Giudice di Tribunale in ordine alla liquidazione in via provvisoria e definitiva delle spese di CTU esula nel modo più assoluto dall’oggetto di questa decisione.

E’ altrettanto fuori luogo invocare l’art. 1294 c.c. per la fattispecie de qua, atteso che vi è un titolo (la sentenza) che dispone espressamente a carico di chi è posta l’obbligazione. E’ vero che la sentenza fa solo stato fra le parti ma proprio per questo, è obbligata a pagare le spese di CTU solo Beta. Inoltre questa decisione se, correttamente non fa stato nei confronti del CTU, perchè terzo rispetto alle parti, diventa per lo stesso titolo per ottenere quanto a lui liquidato dal Giudice. E’ del tutto condivisibile il compito prezioso e a servizio della giustizia svolto dall’ingiungente ma la sua opera di libero professionista soggiace, come ogni altra, ai rischi commerciali, primo fra tutti quello di non essere pagato da chi deve. Se il Giudice nulla avesse deciso in merito o avesse diversamente deciso, ponendo solidalmente a carico di entrambe le parti le spese di CTU (e ciò, a modesto avviso dello scrivente, in violazione del principio generale della soccombenza), potrebbe ritenersi fondata l’opposizione. Ma la decisione in oggetto è incontrovertibile e chiarissima e la condanna al pagamento delle spese di CTU non può interpretarsi come obbligazione solidale.
Pertanto nessuna pretesa può vantare Ottaviano nei confronti della società Alfa. Il decreto ingiuntivo n.98/07 va, quindi, revocato in toto.
Le spese di lite, liquidate in via equitativa come in dispositivo, seguono la soccombenza.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace, definitivamente pronunciando, nella causa civile come in epigrafe descritta, così decide:

1) Accertato che non sussiste alcuna obbligazione di pagamento in capo alla società opponente nei confronti dell’opposto,

2) REVOCA il decreto ingiuntivo opposto n. 98/07 del 2.03.07;

3) CONDANNA parte convenuta opposta a rifondere all’attrice opponente le spese di giudizio che liquida in € 1 .200,00, oltre accessori, se dovuti, come per legge.

Così deciso in Bassano del Grappa, lì 14.01.07

Il Giudice di Pace Avv.Elisabetta Bastianon

Il Cancelliere D.ssa Orsolina Caretta

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